Ambiente

Via la plastica dal mare !

Un’iniziativa ricca di contenuti, avvincente, partecipata, significativa e capace di lanciare messaggi educativi importanti.

Si tratta di Clean Sea Life, evento svoltosi lo scorso 5 ottobre a Senigallia e che ha coinvolto gli amanti del mare in una campagna straordinaria di pulizia. Amministratori, pescatori, volontari, circoli ed operatori turistici uniti per contribuire a cambiare il volto del mare, perché mantenerlo pulito è una responsabilità comune. Un appuntamento organizzato dal Comune di Senigallia, coordinato da fondazione Cetacea per conto di Clean Sea Life, con la collaborazione di Ufficio Locale Marittimo, Club Nautico Senigallia, Lega Navale Italiana – Sezione di Senigallia, Associazione Produttori Pesca Misa, Gestiport Srl, Tuna Club, Cima Sub, Fratellanza Amici del Molo Senigallia, Consorzio Gestione Vongolari Ancona.

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Clean Sea Life è un progetto LIFE, co-finanziato dall’Unione Europea e la tappa di Senigallia fa seguito a quelle svoltesi nello scorso mese di giugno a Rimini e  San Benedetto del Tronto dove, complessivamente, sono stati recuperati dal mare Adriatico e riportati a terra oltre 1100 chilogrammi di rifiuti. Dalle calate è stato raccolto di tutto: gomme, stivali, parabordi, nastri scorritori, retini di cozze, plastica, latta, polistirolo, cartoni, sigarette e molto altro ancora, abbandonati senza ritegno e soprattutto senza rispettare il mare. I rifiuti sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini e rappresentano un rischio crescente alla biodiversità, l’ambiente, l’economia e la salute. Li chiamiamo rifiuti ‘marini’, ma in gran parte arrivano da terra, da discariche abusive e le pratiche di smaltimento scorrette. Molti li generiamo però noi stessi con le attività ricreative, turistiche e la pesca professionale.

A Senigallia la marineria ha organizzato un lavoro esemplare, grazie alla preziosa collaborazione dell’Amministrazione comunale che – sposando il progetto – ha sistemato contenitori in tantissimi luoghi e garantito lo smaltimento dei rifiuti di tutto ciò che è stato portato a riva.

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I pescatori ed i volontari ed amati del mare in genere, si sono armati di sacchi, cesti, guanti ed altro materiale necessario per provvedere alla raccolta.

Fondamentale l’apporto logistico ed organizzativo dell’ Ufficio Locale Marittimo di Senigallia per il raggiungimento dell’obiettivo.

Ogni barca aveva il suo sacco che, una volta portato a terra con i rifiuti raccolti è stato pesato su apposite bilance. Si è quindi proceduto alla classificazione e, prima dello smaltimento, sono state effettuate relazioni dettagliate che saranno poi inviate alla Comunità Europea.

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Tra i rifiuti raccolti in mare durante le iniziative di Clean Sea Life, sacchetti (di ogni uso e dimensione, da quelli della spazzatura ai sacchettini per fazzoletti), bottiglie e bottigliette di bevande ed i loro tappi, bastoncini per le orecchie, mozziconi di sigaretta, palloncini, assorbenti igienici. Moltissimi i contenitori: flaconi vari, taniche, ceste. E soprattutto tanti, tantissimi frammenti di plastica, segno che molti di questi oggetti hanno già iniziato a disgregarsi.  Nei monitoraggi sono addirittura stati trovati anche molti oggetti insoliti o ‘antichi’: sonde meteorologiche, computer, televisori, telefoni, asciugacapelli, cartelli stradali, una bomboletta di schiuma da barba con il prezzo espresso in lire, una tessera telefonica. E mentre tutto ciò da un lato demoralizza, dall’altro spinge gli amministratori ad aumentare il proprio impegno per combattere questa battaglia.

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Secondo i contenuti dello studio della Fondazione Ellen MacArthur, presentato in occasione dell’apertura del Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera, i numeri sono allarmanti dal momento che nel 2050 gli oceani potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci, in termini di peso. Già oggi nei mari finiscono circa 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, ovvero un camion zeppo di spazzatura al minuto.

Se non si fa subito qualcosa, questa quantità salirà a due camion pieni ogni minuto entro il 2030. Ecco perché con il supporto dell’Unione Europea, Clean Sea Life sta portando i rifiuti marini all’attenzione del pubblico e ne promuove l’impegno attivo e costante per l’ambiente.

Il progetto vuole accrescere l’attenzione del pubblico sulla quantità di rifiuti presenti in mare e sulle spiagge, mostrare in che modo ne siamo responsabili e promuovere l’impegno attivo e costante per l’ambiente. Oltre alle attività di sensibilizzazione, il progetto sta compilando una mappa evidenziando le zone dove l’accumulo di rifiuti comporta un rischio per la biodiversità. Inoltre sta identificando le migliori pratiche per la prevenzione e gestione dei rifiuti marini per applicarle a livello locale e diffonderle  a livello nazionale e internazionale.

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Il progetto ha avuto inizio il 30 settembre 2016 e terminerà nel 2020. Capofila è il Parco Nazionale dell’Asinara, che porta avanti il progetto con l’ausilio dei partner CoNISMaLegambienteMedSharks, MPNetwork e Fondazione Cetacea onlus, organizzazione senza scopo di lucro, nata nel 1988 con l’impegno di tutelare l’ecosistema marino, soprattutto adriatico, attraverso attività di divulgazione, educazione e conservazione. Si avvale del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari, fra cui alcuni fanesi, attiva nel soccorso di animali in difficoltà, soprattutto tartarughe marine e cetacei.

Clean sea Life si rivolge a pescatori, subacquei, diportisti, bagnini, bagnanti, ragazzi e tutti i cittadini. Hanno già aderito centinaia di club, scuole, circoli, federazioni, marine, operatori balneari, cooperative di pescatori professionisti, aziende, scuole, parchi ed aree marine protette, contribuendo a sviluppare in soci, studenti, clienti e visitatori un cambiamento di abitudini ed una mentalità più rispettosa per il mare.

Lo slogan di riferimento è pulire il mare …e, soprattutto, prevenire. Con iniziative come questa di Senigallia, uno specifico monitoraggio consentirà di identificare i rifiuti e la loro provenienza.

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Il progetto raccoglierà tutte le informazioni disponibili, le integrerà con le risposte a un questionario distribuito a circa mille operatori locali e con i dati raccolti dalle attività di monitoraggio su oltre 200 tra spiagge e fondali. Queste informazioni consentiranno a Clean Sea Life di compilare una mappa aggiornata delle zone di accumulo dei rifiuti marini lungo le coste italiane. La mappa verrà utilizzata per l’identificazione delle aree più sensibili e rappresenta un importante strumento per la gestione dei rifiuti marini.  Tutti i materiali prodotti saranno messi a disposizione delle autorità.

Dalle alici alle balene, dalle tartarughe agli uccelli marini, sono almeno 135 le specie marine mediterranee che ingeriscono oggetti di plastica o vi finiscono intrappolati. Il risultato è spesso fatale: alcuni muoiono soffocati, altri per blocco gastrointestinale, altri ancora non riescono più ad assorbire il nutrimento dal cibo. Col tempo la plastica si frammenta, senza mai dissolversi del tutto. Questa polvere di plastica è un pericolo ancor più insidioso: i frammenti possono essere ingeriti da tutti gli anelli della catena alimentare. Ma i rifiuti costituiscono anche un problema economico: si calcola che ogni anno in Europa si spendano 630 milioni di euro per la pulizia delle coste.

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Il bilancio di Clean Sea Life a Senigallia è comunque soddisfacente, sia dal punto di vista del risultato che dell’impegno.

Ora però bisogna continuare a lavorare, soprattutto per far approvare provvedimenti e soprattutto metterli in pratica che permettano di non far considerare il rifiuto raccolto in mare un rifiuto speciale. Tutto questo per creare, sia a livello di costi di smaltimento sia di burocrazia, una procedura più snella.

Ciascuno di noi insomma può e deve fare qualcosa per un mare più pulito. A volte basta solo un po’ più d’attenzione.

Per aiutare il mare, intanto basta iniziare a non gettare rifiuti in giro, raccogliere qualcosa ogni volta che si va a fare il bagno o una passeggiata in spiaggia. E’ fondamentale poi ripensare il nostro rapporto con la plastica, materiale straordinariamente utile ma eterno: usiamolo quando serve davvero, limitiamo l’utilizzo dell’usa e getta e ricicliamo più e meglio.

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Ciro Montanari

Ciro Montanari

Nato a Senigallia (Ancona), nel 1966, esercita la professione di giornalista da oltre trent'anni, diventando professionista il 15 settembre 1992. Inizia a collaborare nel campo dell'informazione nel 1986 attraverso radio Velluto Senigallia. Dal 1988 passa al piccolo schermo con Tv Centro Marche, poi alla carta stampata come redattore e direttore responsabile di riviste regionali e nazionali. Negli anni si specializza in vari campi del mondo della comunicazione: radio, televisione, uffici stampa, presentazioni, organizzazione di eventi, corsi scolastici, web. Dopo oltre venti anni di lavoro con Nerosubianco, fonda l'agenzia di servizi giornalistici Visi e Voci.