Cultura

Presentato il libro “Ritualità del silenzio”

Un libro che racconta, attraverso contributi molto diversi tra loro, la figura del cerimoniere funebre, la cui evoluzione è oggetto di un movimento di ricerca. Si intitola “Ritualità del silenzio” a cura della tanatologa Maria Angela Gelati, ed è stato presentato a palazzo dei Convegni a Jesi.

Un’occasione per incontrare l’autrice, la professoressa Gelati che è anche storica contemporaneista e formatrice nelle materie collegate alla death education – arrivata da Parma dove vive proprio per presentare il libro – ma anche per scoprire aspetti legati all’esperienza della morte e alla cura della spiritualità attraverso le sue evoluzioni. Alla presentazione del libro, venerdì 31 maggio a palazzo dei Convegni in corso Matteotti a Jesi, hanno partecipato anche la presidente dell’istituto oncologico marchigiano di Jesi Iom Anna Maria Quaglieri, l’imprenditrice funeraria Mina Giombi e la concertista Marta Tacconi che ha chiuso in musica l’incontro.  Ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale anche il vice sindaco Luca Butini.

Il libro “Ritualità del silenzio” edito da Nuova dimensione editore, è uno strumento che contribuisce alla formazione del cerimoniere funebre, ruolo che sta acquisendo sempre maggior interesse in tutta Italia e che rappresenta una conquista di civiltà nel territorio più delicato della vita delle persone che non aderiscono necessariamente a un credo religioso. Se la storia in passato ci ha insegnato quanto importanti fossero le religioni a livello sociale nell’accogliere e saldare tra loro i credenti al momento del lutto, oggi, da quando in occidente non esiste più una religione di Stato, ci si trova di fronte all’onere culturale di trovare nuove risposte a linguaggi religiosi non convenzionali. Il volume, distribuito in tutte le librerie d’Italia specie Feltrinelli e Mondadori, raccoglie testimonianze di otto professionisti che, ciascuno nel proprio settore, hanno parlato della morte sotto diversi punti di vista: quello storico, quello psicologico, quello teatrale, poetico e musicale. I contributi sono di Ilaria Bordone, Clemente Ernesto De Martino, Sabina Fresch, Simona Pedicini, Davide Perucci, Alessandra Rizzi, Francesco Veschi, Alessia Zielo.

Il cerimoniere funebre ha un compito delicatissimo, portare vicinanza umana e mettere a disposizione le proprie competenze culturali per incardinare il rito. Per questa figura professionale serve avere una grande sensibilità umana che gli permetta di avvicinare i dolenti in modo empatico all’interno di una autentica relazione di aiuto e d’altra parte, avere una importante competenza culturale che gli garantisca di saper riconoscere i dispositivi simbolici su cui imperniare il rito insieme alle sue funzioni sociali e psicologiche.

Il libro è un anche un interessante viaggio tra poesia e musica. E come nel

celebre sermone di Henry Scott Holland, “la morte non è nulla, sono solo scivolato nella stanza accanto…la vita ha il significato che ha sempre avuto, è la stessa di prima”.

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Ciro Montanari

Ciro Montanari

Nato a Senigallia (Ancona), nel 1966, esercita la professione di giornalista da oltre trent'anni, diventando professionista il 15 settembre 1992. Inizia a collaborare nel campo dell'informazione nel 1986 attraverso radio Velluto Senigallia. Dal 1988 passa al piccolo schermo con Tv Centro Marche, poi alla carta stampata come redattore e direttore responsabile di riviste regionali e nazionali. Negli anni si specializza in vari campi del mondo della comunicazione: radio, televisione, uffici stampa, presentazioni, organizzazione di eventi, corsi scolastici, web. Dopo oltre venti anni di lavoro con Nerosubianco, fonda l'agenzia di servizi giornalistici Visi e Voci.