Sociale

Solidarietà per Arquata grazie alla casa funeraria Santarelli

Un luogo dove abbracciare in silenzio i propri cari e dove l’ultimo saluto possa essere scandito dalla protezione di spazi riservati e immersi nella pace.

3

Luoghi idonei dove la dignità del defunto venga rispettata e dove i congiunti possano trovare raccoglimento per vivere il dolore del distacco nella privacy e nella tranquillità. Sono le case funerarie, nate da un’idea tipicamente americana diventata ormai consuetudine anche in Italia, per via della progressiva trasformazione sociale che ha coinvolto anche la tradizione del commiato. Tra le eccellenze funerarie della nostra regione, troviamo la Casa funeraria Santarelli a Monsano, in provincia di Ancona, proprio accanto al Mercatone Uno.

3a

Il progetto – avviato due anni fa dal geometra Paolo Ugili e dall’architetto Gianni Raffaeli su indicazioni del titolare Adriano Santarelli – ha visto la luce il 5 novembre 2016. Già esternamente si vuol trasmettere un’idea di serenità, l’edificio infatti unisce modernità a tradizione con elementi che si fondono perfettamente nella natura. Il primo impatto visivo è quello di un edificio molto simile a una chiesa, salvo poi svelare dettagli e accorgimenti di una sapiente accoglienza. Se una volta l’ultimo saluto veniva dato tra le pareti domestiche, oggi è nata l’esigenza di creare ambienti adatti, che siano decisamente più accoglienti di un obitorio. Entrando si notano subito i dettagli che arricchiscono il comfort degli ambienti: dalla fontana a cascata realizzata artigianalmente dallo stesso Adriano Santarelli che con il fluire costante dell’acqua regala una sensazione di quiete e di rilassamento, al corridoio che conduce alle quattro stanze di commiato, realizzato con una parete a vetro tridimensionale recante la fotografia di un giardino.

4

Una curiosità: il viale è quello della country house “Piccolo Eden”, che ha permesso di trasferire su vetro l’impressione del suo rigoglioso verde. Dalle vetrate filtra la luce, creando giochi e rimandi che rendono luminoso il corridoio, senza violare la privacy delle famiglie. Ogni stanza è dedicata a un elemento della natura, con rimandi di colore grazie alle opere pittoriche dell’artista Francesco Ulissi apposte sulle pareti. Le stanze sono tutte uguali, per imprimere un senso di uguaglianza di fronte alla morte, come nella celebre poesia di Totò “a Livella”, siamo tutti uomini e tutti uguali quando siamo di fronte alla tragedia. Proprio il richiamo agli elementi della natura, come legame primordiale dell’uomo a cui l’uomo tende e ritornerà, è connotazione essenziale della struttura che si presenta come un luogo luminoso, scevro di ogni tensione e anzi capace di far respirare un senso di quiete e serenità.

5

La pratica del Funeral Home, inoltre, agevola i funerali laici, di tutte quelle persone che, non professando in vita nessuna religione, non avrebbero voluto essere salutati in un luogo di culto. Allo stesso tempo dà spazio alla nuova pluralità di riti che, in certi casi non riguardano solo la celebrazione del commiato, ma anche la preparazione del feretro. Non è certo un caso, che da Santarelli vi sia una sala appositamente preparata per la celebrazione dei riti civili con il primo cerimoniere della Regione Marche.

Tutto, per venire incontro alle esigenze dei familiari del caro estinto, che possono contare sulla professionalità di esperti del settore funerario con una vasta esperienza alle spalle.

6

L’incontro con l’arte è evidente attraverso le opere dell’artista Francesco Ulissi e nei quadri di Edgardo Mannucci ad ornamento della parete dello spazio espositivo delle casse.

Ma pace, memoria e calma sono anche gli elementi che traspaiono dai sei bassorilievi realizzati dall’artista jesino Giorgio Rocchegiani, appassionato sculture e artigiano, in cui i principali monumenti di Jesi, della regione Marche e d’Italia sono stati riprodotti in scala con l’utilizzo di tre soli elementi: fiammiferi, colla e tanta pazienza. Le pregevoli sculture di Rocchegiani accolgono i visitatori lungo il corridoio della Casa funeraria, mostrandosi fiere a chi arriva. Un segnale di appartenenza al territorio, ma anche di valorizzazione dei suoi “figli illustri”.

7

E se le opere dell’eclettico artista jesino sono esposte in una mostra permanente alla Pusterla di Palazzo Battaglia, ce n’è una che ha acquistato un valore ancora più grande.

WP_20170512_09_56_40_Rich

Si tratta di una composizione di 13 bassorilievi in mosaico di fiammiferi raffiguranti la cinta muraria e lo stemma della città di Jesi, che è stata acquistata da Santarelli per la somma di 5.000 euro, cifra devoluta in beneficenza al progetto di ricostruzione del Centro Polifunzionale ad Arquata del Tronto.

Tanti motivi insomma per confermare che la solidarietà ed Adriano Santarelli sono un binomio inscindibile e che certi esempi meritano di essere tenuti in considerazione.

Post precedente

Visi e Voci 20 maggio 2017

Post succesivo

Visi e Voci 27 maggio 2017

Ciro Montanari

Ciro Montanari

Nato a Senigallia (Ancona), nel 1966, esercita la professione di giornalista da oltre trent'anni, diventando professionista il 15 settembre 1992. Inizia a collaborare nel campo dell'informazione nel 1986 attraverso radio Velluto Senigallia. Dal 1988 passa al piccolo schermo con Tv Centro Marche, poi alla carta stampata come redattore e direttore responsabile di riviste regionali e nazionali. Negli anni si specializza in vari campi del mondo della comunicazione: radio, televisione, uffici stampa, presentazioni, organizzazione di eventi, corsi scolastici, web. Dopo oltre venti anni di lavoro con Nerosubianco, fonda l'agenzia di servizi giornalistici Visi e Voci.

Nessun Commento

Lascia un commento