Avvenimenti

Cicerchia, il VALORE di una Festa unica ed inimitabile

L’ultimo weekend del mese di novembre è come sempre coinciso con la Festa della Cicerchia di Serra de’ Conti che dal 22 allo scorso 24 novembre, ha ospitato la 23° edizione di uno degli appuntamenti più attesi delle Marche.

 

Un evento che, come sempre, ha proposto il meglio della gastronomia dell’antica cultura contadina marchigiana con un centinaio di pietanze servite nelle ‘cantine del buon gusto’ collocate nello splendido centro storico di impianto duecentesco.

Come da intento, la Festa della Cicerchia di Serra de’ Conti è stata ancora una volta capace di celebrare e ridare dignità a questo legume povero che per secoli ha fatto parte della cultura alimentare.

Una kermesse che è riuscita a riscoprire e, se possibile addirittura migliorare, i sapori della memoria, promuovendo i prodotti tipici di qualità.

D’altra parte, l’evento viene organizzato proprio per salvaguardare dall’estinzione realtà produttive minori e per difendere il diritto alla sovranità alimentare. E’ insomma l’esaltazione del buon gusto, dei colori e dei profumi dell’autunno.

Divenuta elemento di identità delle terre del Verdicchio, fino a pochi anni fa la Cicerchia era considerata un legume in via di estinzione: è stato il lungo ed accurato lavoro di un gruppo di agricoltori del posto a permetterne la salvaguardia, la produzione e la valorizzazione, tanto da ottenere il riconoscimento di “Presidio Slow Food”.

La Festa della Cicerchia è inserita nel circuito “Gran Tour delle Marche” di Tipicità e per un intero fine settimana, in un clima tranquillo e gioioso, tra i molteplici vicoli dello splendido borgo in provincia di Ancona, i visitatori hanno potuto degustare le varie specialità, restando sorpresi dalla versatilità di questo legume e dal gusto che riesce a regalare a moltissime ricette.

Assaggi ed abbuffate, a seconda delle abitudini e delle preferenze delle centinaia e centinaia di visitatori accorso, hanno dunque rappresentato una costante nelle antiche cantine, grotte, locande e vecchie osterie di Serra de’ Conti, che hanno proposto non solo piatti a base di cicerchia, ma il meglio della tradizione culinaria marchigiana in oltre cento ricette.

Ad allietare gli avventori si sono susseguiti tanti eventi ed intrattenimenti legati alle più antiche tradizioni, rappresentate da gruppi folkloristici e stornellatori che hanno fatto da filo conduttore a nuove esperienze, come le street-band (evoluzione delle bande cittadine) e gli artisti da strada.

Tutti, nell’epoca delle grandi sovrastrutture dello spettacolo e dell’intrattenimento, hanno creato un’espressione artistica non convenzionale, cercando un contatto diretto con il pubblico.

Tantissimi i momenti di animazione, folklore, spettacoli di artisti di strada, giocolieri e gruppi storici per le vie del centro.

Si è iniziato il venerdì con i gruppi “Scacciapensieri” e “La Raganella”, gli artisti clown e giocolieri Nittu & Nocciolina e Luka Kalu, i trampoli acrobatici di Circo Tic, pentole e percussioni di Patrice Petrolati e la musica del dj Patrizio Luminari.

Il sabato, ulteriori arricchimenti con i cantastorie de “La Martinicchia”, la musica dal vivo del “Duo Acefalo” Silvano Staffolani e Lorenzo Cantori, quella di radio Blu, la musica folkloristica de “Li matti de’ Montecò”, la Compagnia Santo Macinello ed il gruppo musicale fiati Zastava Orkestar.

La domenica, altre novità con accoglienza ed animazione Truccabimbi per i più piccoli, il gruppo Bassa Musica “Città di Molfetta”, esibizione di Hip Hop con Ishaamanka Mi La Dance, laboratorio di danze marchigiane con la scuola primaria di secondo grado Leopardi di Serra de’ Conti, il gruppo Miwa Magic Band, ed il folklore del gruppo Forum dance.

Come detto, non sono mancati i produttori agricoli, tra i quali spiccano appunto gli “Agricoltori Custodi”  (un progetto ASSAM – Agenzia Servizi al Settore Agroalimentare delle Marche) con le loro tipicità.

In occasione della Festa, come tradizione è stato assegnato anche il “Premio per la Biodiversità agroalimentare nelle Marche” giunto alla quattordicesima edizione ed istituito per far conoscere chi, sul territorio regionale, lavora quotidianamente per ridare centralità al cibo buono e pulito.

Ad ottenere il prestigioso riconoscimento il presidente dell’associazione Colombolica Avicunicola Picena, Gabriele Brandimarte.

Come ogni anno spazio ad un ospite d’eccezione proveniente da un’altra regione. Quest’anno il prestigioso compito è andato ai presidi ‘slow food’ del Friuli Venezia Giulia che hanno presentato le loro tipicità come l’Aglio di Resia, la cipolla di Cavasso e della Val Cosa, le erbe spontanee  (il Radic di mont) dai salumi (la Pitina), i condimenti come il Pestat, i Formadi Frant (formaggio frantumato), il Pan di Sorc (pane di mais).

Anche l’Artigianato si è messo in mostra con l’ “Officina dei MestieriDa quello più tradizionale (lavori in legno, vimini, terracotte, rame, ferro, pizzi, merletti, cucito e ricami) mantenuto in vita grazie a mestieranti che con il loro “saper fare”  hanno ridato vita ad antiche lavorazioni, a quello più innovativo con l’assemblare fra di loro più elementi, fino all’utilizzare cose impensabili come la zucca.

 Come sempre, uno spazio della Festa è stato destinato all’attività del Giardino di Bucaneve per contribuire a continuare a sostenere il progetto “Dopo di Noi”.

Per rendere la Festa della Cicerchia il più possibile eco-sostenibile, da anni vengono utilizzate posate e materiali compostabili e biodegradabili. Inoltre, come sempre è stata utilizzata carta riciclata, sia per uso alimentare che per la stampa dei pieghevoli.

Per tre giorni, insomma, Serra de’ Conti ha legato storie e profumi, sapori e saperi, arti e memorie, tradizioni e innovazioni: i valori di un mondo vero e genuino. Ed il lavoro non si ferma mai, al punto da avere già la mente proiettata alla prossima edizione 2020.

Post precedente

Visi e Voci 30 novembre 2019

Post succesivo

Festa della Cicerchia, parola ai protagonisti

Ciro Montanari

Ciro Montanari

Nato a Senigallia (Ancona), nel 1966, esercita la professione di giornalista da oltre trent'anni, diventando professionista il 15 settembre 1992. Inizia a collaborare nel campo dell'informazione nel 1986 attraverso radio Velluto Senigallia. Dal 1988 passa al piccolo schermo con Tv Centro Marche, poi alla carta stampata come redattore e direttore responsabile di riviste regionali e nazionali. Negli anni si specializza in vari campi del mondo della comunicazione: radio, televisione, uffici stampa, presentazioni, organizzazione di eventi, corsi scolastici, web. Dopo oltre venti anni di lavoro con Nerosubianco, fonda l'agenzia di servizi giornalistici Visi e Voci.