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Jesi, inaugurata la prima Sala del Commiato

E’ la prima sala del commiato a Jesi e alla città di Federico II, alla sua terra e alla quiete dei suoi paesaggi, rende omaggio negli arredi, nei quadri e nella semplicità di ambienti caldi e confortevoli. Uno spazio disegnato come una casa, in cui ciascuno possa vivere intimamente il proprio dolore.

Sabato 30 novembre ha inaugurato la prima sala del commiato di Jesi grazie alle onoranze funebri Ciccoli e Brunori.

Due attività di lungo corso che si sono unite in un unico sodalizio raccogliendo l’esigenza delle famiglie jesine di avere un posto vicino, anche geograficamente, dove poter vegliare i propri cari, stretti nel silenzio, nella privacy e nell’intimità di un luogo quasi familiare. Importante il radicamento sul territorio anche per la scelta dei professionisti e delle ditte che hanno, con il loro apporto, dato un contributo importante alla realizzazione della struttura di quasi 500 metri quadrati che sorge in via don Battistoni 2/a, nella zona industriale della città.

La struttura sorge su quello che un tempo era l’ex ristorante Showfood, locali ampi, luminosi e interamente ridisegnati per creare le giuste ambientazioni. Forte il radicamento sul territorio delle onoranze funebri Ciccoli e Brunori, che hanno scelto di affidarsi a professionisti e ditte della provincia di Ancona. Il progetto è stato realizzato dallo studio tecnico dell’ingegner Luigino Badiali di Jesi e realizzato dalla ditta di costruzioni Edilmase di Monsano. Gli impianti idraulici e di areazione sono della Sit scpa di Jesi, gli infissi della ditta Leoni Giorgio sempre di Jesi. Serrande e componenti in acciaio della Alme di Monsano, i cartongessi della Rede di Castelfidardo e gli impianti elettrici di Paolini & Balzani snc di Ancona. Le opere pittoriche che accolgono con rilassanti visioni di Jesi, sono di Mario Ciccoli, nonno di Vladimiro, perché anche questa è una storia tutta familiare. Le foto, splendidi scorci della città, appartengono al vasto repertorio fotografico dell’indimenticato fotografo di Jesi Ubaldo Ubaldi.

Tre le sale in cui poter vegliare il proprio caro estinto, dedicate a tre piante che hanno un forte legame con la spiritualità: il Cipresso, da sempre considerato simbolo di immortalità ed emblema della vita eterna dopo la morte; l’Ulivo, simbolo di pace, infine la sala dedicata al Cedro, pianta del Libano, che indica immortalità ed eternità.

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Visi e Voci 7 dicembre 2019

Ciro Montanari

Ciro Montanari

Nato a Senigallia (Ancona), nel 1966, esercita la professione di giornalista da oltre trent'anni, diventando professionista il 15 settembre 1992. Inizia a collaborare nel campo dell'informazione nel 1986 attraverso radio Velluto Senigallia. Dal 1988 passa al piccolo schermo con Tv Centro Marche, poi alla carta stampata come redattore e direttore responsabile di riviste regionali e nazionali. Negli anni si specializza in vari campi del mondo della comunicazione: radio, televisione, uffici stampa, presentazioni, organizzazione di eventi, corsi scolastici, web. Dopo oltre venti anni di lavoro con Nerosubianco, fonda l'agenzia di servizi giornalistici Visi e Voci.